FVG GC per i 150 anni

Culturalmente arricchita dai tanti popoli che l’hanno attraversata, vissuta, amata, distrutta, saccheggiata o ricostruita, l’Italia è storicamente uno straordinario esempio di come le più uniche e contraddittorie tipicità possano convivere sotto lo stesso tetto.
Unita nei fatti, sebbene ricca di precise sfumature culturali, la nostra Patria costituisce una grande “corale” quando si parla di musica. Dalle Alpi al fondo dello “stivale”, dal Tirreno all’Adriatico, non c’è generazione di italiani – sin dall’Unità di Italia – che non abbia legato alla propria vita, una o più canzoni italiane, intese come diffuse e apprezzato sul territorio di tutta la Nazione.
FVG Gospel Choir celebra i 150 dall’Unità d’Italia con un repertorio per tutte le età, che passa attraverso Puccini, Verdi, Caruso, Gigli (Mamma), raccontando i momenti difficili come l’emigrazione (Mamma mia dammi cento lire), le guerre (‘o surdato ‘nnammurato, Signore delle Cime), gli anni del jazz ruggenti del jazz suonato in segreto e il cinema dei “telefoni bianchi” (Parlami d’amore Mariù, Maramao, Baciami piccina), il dopoguerra di Sanremo (Grazie dei fior, Nel blu dipinto di blu), di Buscaglione e Carosone (Eri piccola così, Tu vuò fa l’americano), gli anni “del juke box” (Non ho l’età, Il ragazzo della via Gluck, C’era un ragazzo), e ’70 (La prima cosa bella), includendo canzoni di Battisti (Il mio canto libero) e Mina (Se telefonando, Mille bolle blu), fino ai giorni nostri (Albachiara, L’italiano, Il pescatore, Luce, Terra promessa).
Ultimo ma non da meno, un’inedita versione dell’Inno di Mameli, a più voci.